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SANDRO PENNA

Sandro Penna

Queer Portraits, di Paola Monasterolo

3: Sandro Penna

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Sandro Penna

Chi è

Sandro Penna (1906-1977)- Un animale antico, dal sorriso etrusco. Nacque a Perugia, morì a Roma. Nell’intermezzo riuscì a vivere di povere cose, di quadri venduti, di libri rari, di amori senza virtù. Si escluse da un mondo che lo escluse, divenne fra tutti i lirici, il più lirico. Tra i puri, il più puro. I suoi versi restano un mistero sacro, patetico e sublime. Si può leggere e rileggere un verso di Penna, impararlo a memoria, recitarlo come una filastrocca o come il rosario, eppure mai mai farlo nostro nell’intelletto. Ci chiede di vivere ciò che egli ha vissuto: la religione dei fanciulli.

[a cura di Federico Boccaccini]

 

Che c’è di Sandro Penna in Italia?

Mica tanto, incredibilmente. La raccolta Poesie, a cura di Cesare Garboli per Garzanti, il titolo più recente, ha visto la sesta ristampa ormai nel 2010; un’edizione economica, un po’ tristanzuola. Meglio, come sempre, farsi un giro sui siti di libri usati. Ci sono poi molti studi, o libriccini; si segnala anche Autobiografia al magnetofono, a cura di Elio Pecora, lacerti di ricordi, considerazioni, appunti (San Marco dei Giustiniani, 2006)

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