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HERVÉ GUIBERT

Hervé Guibert

Queer Portraits, di Paola Monasterolo

4: Hervé Guibert

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Hervé Guibert

Chi è

Hervé Guibert (1955-1991)- A 22 anni pubblica il suo primo romanzo, l’ultimo a 36, l’anno della morte. Una ventina di libri gentilmente imperfetti. Conquistò Parigi con il suo viso d’angelo imbronciato e lei si innamorò prima dello scrittore, poi del giornalista, poi del fotografo, e infine dello sceneggiatore e del critico. Quando l’angelo fu ferito non si nascose, ma fu tra i primi a fare del proprio corpo, colpito dall’AIDS, materia di racconto. Cosa raccontò? La viva continuità della vita, dei sogni, degli incontri, delle avventure singolari. La materia bruta da cui nasce poi la letteratura.

[a cura di Federico Boccaccini]

 

Che c’è di Hervé Guibert in Italia?

Di Hervé Guibert, scrittore di culto in Francia, del quale si trova tutto, ogni riga ogni immagine, in Italia non c’è pressoché più niente. E non tutto, naturalmente, è stato tradotto. A oggi la traduzione più recente disponibile è La morte propaganda (La morte propagande, 1977), testo d’esordio di Guibert, tradotto per la prima volta in italiano da Valerio Panza nel 2011 per le edizioni Dante & Descartes. Più indietro si trova ancora un piccolo librino pubblicato da Playground, Pazzo di Vincent (Fou de Vincent, 1989), nel 2004, nella versione di Maria Grazia Rispoli. IBS dà per reperibile ancora Lettere dall’Egitto (Lettres d’Égypte: du Caire à Assouan, 19..), scritto nel 1995 insieme a Hans Georg Berger e tradotto da Annamaria Ferrero nel 1999. Ma sono cose piccole. Guibert in Italia è stato tradotto disordinatamente, da Guanda, da Marsilio, mai ben capito, accolto con fraintendimenti, precursore del genere autofiction che in Francia è molto piaciuto e che in Italia, regno del narcisismo senza mediazioni, è stato accolto male. Bollati Boringhieri provò a mettere un po’ d’ordine, pubblicando nella bella collana “Varianti” un po’ di titoli. Ormai restano disponibili solo due testi brevi, seppur importanti, che IBS dà a metà prezzo: Io e il mio valletto. Romanzo buffo (Mon valet et moi, 1991), tradotto da Andrea Salzano (che dirigeva la collana) nel 1993 e Citomegalovirus. Diario d’ospedale (Cytomégalovirus. Journal d’hospitalisation, 1992), anch’esso tradotto da Salzano. Fine, nient’altro di una bibliografia che conta 35 titoli.

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