Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

64, nuovi fondali?

FN_Summer_love_2Questa, la tredicesima dell’album, è una pagina molto ricca e per noi, che lo esploriamo, non sapendo di André e Milo, di Milo e di André, niente se non supposizioni, ipotesi, deduzioni basate su indizi per lo più muti, occasione di alcuni chiarimenti e, naturalmente, di moltissimi interrogativi.


Nove stampe nella pagina, tutte e nove orizzontali, disposte in tre file sovrapposte; la settima e la nona leggermente inclinate verso sinistra e destra a spezzare la griglia regolare di certo ritenuta troppo impersonale.
Salvo la prima stampa in alto a sinistra, di un formato e tipo di carta consueto per questo album, le altre otto sono virate seppia in modo marcato e su una carta opaca, così che ne risulta un generale appiattimento dei toni che unito ai soggetti e alle inquadrature campisce una vaga patina di distanza, di ufficialità. Il seppia nelle stampe fotografiche si usava in un’ottica nostalgica, evoca la carta pergamena, la carta ingiallita dal tempo, è un ritrarsi dalla modernità.
Un cambio di laboratorio o una nuova carta usata per stampare in casa? Non lo sappiamo. Certo queste fotografie non presentano mai André e Milo insieme, certo i loro corpi sono ben nascosti sotto vestiti civili. C’è una relazione con la carta usata? Con il momento dello sviluppo e stampa? Non abbiamo modo di saperlo.

La prima stampa in alto a sinistra appartiene in realtà, con la sua bizzarra didascalia, alla pagina precedente: fa parte della serie da Dave, è Milo, ripreso da riva da André.


Le altre compongono una serie coerente. Quattro fotografie ci presentano un interno.
Era accaduto sinora solo due volte, nella stessa pagina: Milo in posa mentre legge un grande libro, seduto su un divano, oltre una scrivania ingombra di un mazzo di calle e iris, di una abat-jour e di un  ritratto in cornice in primo piano; Milo in un bizzarro costume simil medioevale. Nella pagina erano presenti fotografie scattate a Bohan e qui, seppur mai indicato, possiamo immaginare -per la presenza degli altri soggetti- che si sia in una casa di Bohan. Là però gli interni forse alla luce di questi sembravano più cittadini. Qui la casa è evidentemente una casa di campagna. L’ultima fotografia in basso è corredata da una didascalia che chiarisce non il luogo ma la sua natura.

Una didascalia ci propone, sotto un ritratto di Milo insieme a una capretta, forse un cognome.

L’analisi delle suppellettili, dei mobili, degli scorci di un interno aggiungono per noi altri tasselli sui quali costruire la storia di André e di Milo. E per loro? Cosa raccontavano loro queste stampe?

Qui la rappresentazione che André e Milo consegnano ai loro stessi del futuro è nuova confronto al resto dell’album. Se sino ad ora il contesto era un’occasione, uno scenario, un fondale su cui proiettare il loro legame reciproco e la loro felicità, fuori dal tempo storico e anagrafico, rappresentandosi come due ragazzini felici, emozionati, da soli per la prima volta e insieme, sempre insieme, con qualche breve eccezione -l’io di André alla seconda pagina, le sue fotografie dei pescatoriOostduinkerke o il ritratto di Milo della pagina precedente- qui i due si scompongono e il contesto si afferma nella sua calma solida e seppiata, nel suo tempo lungo e ripetuto, nelle ascendenze familiari, le abitudini, nella memoria dell’infanzia che i luoghi conservano.
C’era stata sempre, ma noi non la potevamo vedere. Stava tutta in un nome, Bohan.

Perché questi scatti, nell’album?
Forse, pur nell’impaccio delle pose al tavolo, dei volti lievemente contratti del ritratto familiare, Milo e André escono qui dal loro tenace universo dei giochi, dove sono capitani e esploratori, amanti e compagni, navigatori e viaggiatori e accolgono fra loro il mondo. Lo consegnano, in modo un po’ impacciato, al loro futuro. Ora sono forti abbastanza per farlo.

Non eravamo soli. -No.

 

 

SUMMER_LOVE_NOVARO_63

 

Summer Love, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post