Non starò a raccontarvi delle storie

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60, lo so

FN_Summer_love_2Questa fotografia è molto diversa dalle precedenti. È André a fotografare; non solo perché si intuisce il biondo dei capelli di Milo nella figura chinata sul kaiac, ma per l’orizzontalità della linea del ponte che come sempre negli scatti di André divide in bande parallele l’inquadratura, con il consueto fogliame d’albero -un faggio? una betulla?- sfocato in primo piano a dare parvenza di profondità; ma questi accorgimenti, così come la diagonale rigida della sponda, il gruppo scuro degli abeti a alzarne la fuga e il corpo di Milo diviso fra terra e acqua, qui sono al servizio di uno scatto “rubato”. Milo non è in posa, la fotografia non sembra essere concordata fra i due. Certo, si può immaginare che André si sia allontanato dicendo: -vado a fare una foto da lassù-, ma Milo sembra colto mentre fa i preparativi per un giro sul lago: non ne vediamo, infatti, il consueto e sempre uguale sorriso.

Qui André, come accade raramente in questo album, sembra recuperare una autonomia di sguardo. Il noi che si è messo in scena nelle pagine precedenti qui si compone in due soggetti differenti, chi ritrae e chi è ritratto, come forse in una primissima foto a Bingen. André non c’è, non c’è nell’auto dalla portiera aperta così come non c’è nella tenda aperta a rivelare i materassini sui quali dormiranno e non c’è nel kaiac che Milo prepara.
Questa fotografia racconta dell’amore di André, più che del loro amore di coppia. Qui André guarda. Guarda nel presente, afferma la sua indipendenza di sguardo desiderante, di narratore. La didascalia, fatto inconsueto in presenza dei due o di uno dei due, è un’indicazione di luogo; sembra sottintendere “accadde a”.

Accadde al lago di Robertville che io ti guardassi e rapissi di te un’immagine della mia assenza, che affermassi così per noi ciò che mi è impossibile tacere, che io esisto, anche io, al di fuori di noi.
La didascalia, come sempre, è scritta da Milo, ne siamo certi da molte pagine.

Quel giorno, quella volta, quell’anno io ti guardavo. -Credevi non me ne fossi accorto?

 

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Il lago di Robertville è un bacino artificiale che occupa una superficie di 62 ettari colmando sinuoso un taglio profondo nella campagna a est di Liegi, nel comune di Waimes. La diga che lo definisce fu eretta nel 1928. Il ponte che si vede sullo sfondo della fotografia esiste ancora, identico. Nel 2010 il lago fu prosciugato, per lavori, e ci sono molte immagini che ritraggono il ponte solcare una valle invece che l’acqua. Non sono riuscito a trovare delle immagini significative scattate da dove Milo e André campeggiarono e Street View non mi ci porta -o non ne sono stato capace. Sulla sponda opposta, all’altro capo del ponte, c’è ora un hotel, l’Hotel des Bains; un’immagine panoramica scattata dalla darsena dell’hotel e postata su Google maps View fa vedere come siano ora le sponde dove più di sessant’anni fa campeggiarono André e Milo.

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