Non starò a raccontarvi delle storie

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40, loro

FN_Summer_love_2Delle due file superiori dell’ottava pagina abbiamo visto la prima fotografia e l’ultima con il biondo –non mi sono ancora abituato alla loro nuova identità- e abbiamo visto la seconda e la terza, due ritratti a figura intera, rispettivamente di André e di Milo –eccoli.

 

Le altre fotografie della serie sono anch’esse una novità per quest’album: ritraggono altre persone: dei ritratti a figura intera; due ritraggono una persona sola e se ne dà il nome, “Alfred” e “Yvan” –e nella foto con Yvan spunta da sinistra Milo; segue una fotografia che ritrae di nuovo Yvan, forse scelta per la presenza di “Jeep”, un cagnolino bianco -forse lo stesso che compariva in una fotografia fatta a Alfred l’anno precedente?-, infine una fotografia di gruppo: è uno scatto molto sfocato, forse iniziava a far buio e s’è regolato l’otturatore su un tempo troppo lungo per un gruppo che seppur poco si muove, ma ugualmente riconosciamo André, Alfred, Yvan e le due signore, già viste nella settima pagina.

 

La didascalia di quest’ultima foto è chiara: “Toute la famille…” [Tutta la famiglia].

Essendo André con loro possiamo inferire che la famiglia –se di famiglia di sangue si tratta e non invece un gruppo amicale metaforizzato- sia la sua, ma Alfred e Yvan chi sono? Quanti anni hanno? Forse sono troppo vecchi per essere suo, o suoi, fratelli.

Le due signore sono le stesse della foto di Zoutelande? Sembrerebbe. E Alfred e Yvan forse sono allora i loro mariti, seguendo l’intuizione che faceva sorelle le signore.

Uno di loro è il padre di André? Non so perché è un’ipotesi che non voglio avvallare. Anche se in realtà naturalmente sarebbe quella più logica. Madre, padre, zio, zia.

 

Non sappiamo dove siano, ma da alcuni indizi possiamo immaginare l’Olanda –nella serie in cui comparvero le due signore per la prima volta si era a Zoutelande; si può immaginare che abitino nei dintorni –qui sembra si sia più verso l’interno, a giudicare dalla vegetazione.

 

Dunque Andrè sarebbe olandese? Eppure è di lingua francese, lo sappiamo dalle prime due pagine dell’album delle quali lui scrisse le didascalie.

Milo è un nome tedesco, André francese.

 

Che dire dei quattro, Yvan, Alfred e le due signore –senza nome?

Che Milo e Andrè sembrano provenire da un altro mondo, da altri anni. C’è un’allure di città nei loro –sempre gli stessi- vestiti, nei loro sorrisi, nella gioia che sanno raccontare e una rocciosità contadina nelle due signore e in Alfred e Yvan.

Cosa penseranno dei due –soprattutto: se sono la famiglia di André, cosa penseranno di Milo, sorridente e salterino, giovane e biondo, che sa rendersi amabile e sedurre con una sorta di gaiezza che lì, in quei paesaggi, su quei volti, deve parere come dissonante ma al quale non si può resistere?

E la giovinezza di entrambi, la giovinezza delle loro gambe nude, dell’imbarazzo di corpi forti e vitali, com’era vista dai quattro? Chi era per loro Milo? Chi erano Milo e Andrè, per “Toute la famille…”?

 

Chi sono? –loro.

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