Non starò a raccontarvi delle storie

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34, le due signore

FN_Summer_love_2È una sigaretta quel punto di luce che occhieggia fra le mani della signora di sinistra?

 

Chi è, quella signora?

 

Nella stessa pagina dove era comparsa per la prima volta una signora affianco al bruno -una signora che s’era ipotizzato potesse essere sua madre- in basso -ultima fotografia della pagina- ecco che, affianco alla stessa signora, ne compare un’altra.

 

L’obbiettivo –è il bruno, di certo, che ora tiene la macchina- inquadra tre persone: partendo da destra: il biondo, con la sua giacca e i suoi sandali, le mani più che in tasca appese alle tasche, forse col pollice; il corpo è leggermente arcuato, proteso, contrasta con l’inclinazione il terreno di sassi marini, sconnesso; sorride e guardando nell’obbiettivo qualcosa di morbido attenua la sua maschera ilare da fotografia che di solito riserva al bruno; c’è qualcosa di buffo che circola fra gli sguardi, il suo al bruno ora, ma anche nel sorriso secco e bisognoso di rassicurazione che il bruno lanciava al biondo nella fotografia con la prima signora –sua madre?-; accanto, la prima signora non guarda nell’obbiettivo: quasi dà le spalle al biondo e guarda, ridendo, la nuova signora.

La nuova signora sembra guardare anche lei, come il biondo, nell’obbiettivo, il viso è come tirato in un sorriso, che non si dispiega, le labbra sembrano arcuarsi in un’espressione accogliente, ma gli occhi restano sottili, incavati, distanti.

 

La prima signora invece ride, guardando la seconda, ride.

 

 

Nell’inquadratura le tre figure formano due insiemi: le due signore, a sinistra, bizzarramente simili quasi a dirle sorelle: la stazza, imponente, i volti –labbra sottili, occhi piccoli su volti tondi-, i capelli, corti e protetti da due cappellini dalla forma incerta; due cappotti dal taglio quasi maschile; una certa aria rustica e fattiva.

Il biondo, pur poggiando sugli stessi sassi come figurine di un presepio, è separato dalle due signore da una sottile stria di luce.

 

Non sono sorelle –o sì?

Se sono amiche sembra esserci fra di loro una certa cosuetudine o una sorta di reciproca confidenza. Erano loro che il bruno e il biondo guardavano nella fotografia che li vede insieme, “Les explorateur”?

 

Se la prima signora era la madre del bruno, la seconda sarà la madre del biondo? Io le somiglianze non le so vedere.

 

E se invece fossero una coppia di amiche?

L’assenza della didascalia –anche qua, come nella fotografia dove la prima signora compare col bruno- mi convince che le due signore ritratte siano legate al bruno o al biondo da un legame di parentela, così forte da non necessitare di alcun aiuto –nel futuro- per doversene ricordare, ma anche privo della necessaria confidenza da potervi apporre una didascalia scherzosa.

 

L’anno prima, il bruno e il biondo erano stati d’estate negli stessi luoghi, e nessuna fotografia con le due signore –le loro madri?- era comparsa sull’album –o forse neanche scattata.

 

Da quanto tempo il bruno e il biondo sono il bruno e il biondo? Se questo è il primo loro album allora sono insieme almeno dall’estate del 1951, data delle prime fotografie dell’album. Di prima, nulla sappiamo, ma di certo –ora direi- deve esserci, un prima.

 

Un album non è una pagina, è una successione di pagine.

Iniziare un album dei ricordi è un momento sottile, un crinale. Bisogna avere abbastanza ricordi da far pensare che se ne avranno ancora e abbastanza determinazione da lanciare il proprio sguardo al di là degli anni, lontanissimo sino alla fine della vita.

 

È raro che una coppia abbia testimonianze visive dei propri giorni sin dall’inizio. Ora, con la fotografia digitale è certo più probabile –ma nello stesso tempo gli album hanno perso di significato e senso, nella proliferazione priva di selezione che tutti nutriamo quotidianamente-, ma quando la fotografia era ancora una questione di tempo, oltre che di denaro, la decisione di iniziare un album dei ricordi –di coppia- rappresentava un passo importante e simbolico.

 

Il bruno e il biondo nell’estate del 1951 furono in vacanza in varie occasioni lungo l’estate. Partirono con già il programma che quelle foto che venivano scattando sarebbero state accolte in un album?

O al ritorno dalla prima gita, sviluppate le fotografie, decisero di riunirle in un album? E di lì l’intenzione divenne manifesta?

Scorrendo le pagine sembra forse così, soprattutto guardando la prima pagina, così trattenuta ancora, e coi pronomi che ballano sul pennino incerti.

 

Vivono insieme? Sono ufficialmente due amici? Chi sono verso il mondo? E come è il mondo nei loro confronti?

Chi è il bruno per la madre del biondo e chi il biondo per la madre del bruno? Chi sono entrambi?

 

E i padri?

 

E come mai le due signore sono lì?

 

Abitano lì? Ma la stele della fotografia con il bruno e la prima signora è molto probabilmente in Olanda: sono dunque olandesi?

 

Nulla, non sappiamo nulla.

 

Tu dov’eri? –di fronte a te.

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