Non starò a raccontarvi delle storie

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28, l’assenza

FN_Summer_love_2Pare che Oostduinkerke sia ormai il solo posto al mondo dove si possa ancora vedere la pesca, dei gamberetti, a cavallo.

Grandi cavalli da tiro, per poco più di due ore di bassa marea, cavalcati da pescatori resi imponenti dalle bardature impermeabili, si immergono nelle acque del mare del Nord trascinando delle nasse di giunchi per catturare i gamberetti che saranno venduti poi a riva, subito cucinati.

 

L’immagine –i cavalli grandi e forti fra le onde, i pescatori bardati come guerrieri, il cielo basso e cupo, il mare infinito come campi dove sembrano sprofondare- è mitica, e si ritrova su Google Image in immagini d’ogni tipo, sempre uguali. Immagini di prima della fotografia, immagini in bianco e nero e immagini digitali.

 

Non so se nel 1952 la pesca a cavallo si praticasse ancora altrove e non solo per scopi turistici, ma noi sappiamo che –il bruno, ne sono certo, il bruno- li fotografò.

 

La quinta pagina dell’album si apre con cinque fotografie per la prima volta –salvo la vista dall’alto di Bingen– senza né il bruno e né il biondo.

 

Sono cinque fotografie che dovremmo definire “artistiche”. Sono formalmente corrette. Le inquadrature, i soggetti, gli equilibri, tutto è ben calcolato. C’è un cambio di passo confronto alle altre fotografie: se là si vedeva un occhio allenato alla composizione che non se ne dimenticava fotografando, qui si vede la volontà di mettere in atto quella competenza. Non sono fotografie d’occasione, non sono fotografie scattate per essere viste poi, un giorno, nel per sempre. Non sono fotografie che servono a costruire a sé, e forse al mondo, la coppia.

 

Qui c’è il bruno che agisce. Il bruno ha scattato le fotografie, le ha pensate, le ha scelte, ne è orgoglioso. Fallisce, naturalmente, laddove invece non compie il dovere che si era dato cominciando quest’album, di raccontare a sé e al biondo il proprio futuro di ricordanti, il futuro di quando si guarderanno indietro a quei giorni, già presenti nell’ora quelli di allora, e viceversa.

 

Qui è come una pausa e un’affermazione. Io, il bruno, so fare anche questo, sono bravo a fare questo, facevo questo, prima, e lo so ancora fare.

 

Il biondo non c’è, non è compreso.

 

Dov’ero? –non so.

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 A Oostduinkerke, nel 2009, le immagini sono identiche.

 

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