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13, a Bohan

FN_Summer_love_2Nessuno guardava nell’obiettivo quando questa fotografia fu scattata. Acquattata nell’erba la macchina emette il suo sibilo meccanico prima del clac che annuncia l’apertura dell’otturatore, il suo rapido richiudersi. Come in tanti quadri rinascimentali l’erba qui rappresenta la soglia fra due mondi e lì, al di qua dell’erba, in fila uno all’altro dietro l’obbiettivo, siamo noi; a noi, il bruno e il biondo si rivelano.

 

Sono in posa ma non si toccano; sono vestiti uguali, perché? Capita a molte coppie formate da persone dello stesso sesso che si vestano in modo simile –certi hanno guardaroba intercambiabili- ma qui mi viene da pensare piuttosto a una corsa campestre, a un qualcosa che giustificasse il loro essere vestiti identici.

 

La cosa però che più m’interessa è come i due identici vestiti rivelino due fisici e due attitudini tanto diverse. Il bruno –per me, “il bruno”- ha un fisico più prestante e la postura rivela esercizi di ginnastica, le spalle aperte, i pettorali piatti e alti; la maglia gli cade sostenuta dalle spalle come appesa, le maniche lunghe sono distese, la scollatura è tesa; il biondo –per me, “il biondo”- ha un corpo più morbido, le spalle più piccole e rilassate, la maglia s’appoggia ai pettorali meno ampi di quelli del bruno e scende disordinata su un torace forse un po’ magro, la scollatura s’appoggia al petto morbida, quasi vezzosa, le maniche arrotolate sin sopra il gomito.

Entrambi perfettamente pettinati hanno pose diverse. Il biondo ha il bacino leggermente inclinato, la spalla destra leggermente più in basso dell’altra, il sorriso per la macchina è rilassato –e un poco ironico-; il bruno è un po’ più concitato, il torace così alto fa pensare che sia stato lui a correre a posizionarsi dopo aver fatto partire l’autoscatto e che veloce si sia immobilizzato espirando nell’attesa del clac –forse anche di questo il biondo sorride.

 

Siamo a Bohan, in Belgio, a un passo dalla Francia, un paesino piccolissimo, attraversato dal fiume Semois, un tempo noto per la presenza di grandi coltivazioni di tabacco, ora solo più un centro turistico. È zona di boschi e acque e di poca popolazione. La piazza che si vede alle loro spalle è la Grand Place, allora vuota nel sole di giugno, ora asfaltata e ridotta a parcheggio così come Google Maps me la fa vedere; la collina dove è stata scattata la foto ora è boschiva, così come i campi di fronte, non più coltivati. In una vecchia cartolina di Bohan in vendita su un sito tedesco la Grand Place è ripresa dalla stessa collina, confrontando gli angoli di visuale, le case riprese, i campi di fronte, si capisce che il fotografo era posto un poco più in alto, e la proda d’erba che lì si vede è forse il punto in cui i due furono, davanti alla loro macchina fotografica, in posa, vicini.

 

Non c’è più pronome sotto la fotografia. Solo l’indicazione del luogo –la data, coerentemente con l’impostazione della pagina precedente, è sotto la fotografia affianco, centrale-.

 

Dove siamo? – A Bohan

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